Risonanza Magnetica

La maggior parte delle persone ricorre a risonanze non appena accusa qualche sintomo fastidioso e persistente eppure spesso, queste analisi non sono necessarie ma vediamo nello specifico: oggi abbiamo la possibilità con le moderne tecnologie di sapere tutto ciò che succede all’interno dei nostri muscoli e vertebre, ma ciò non significa riuscire a risolvere il problema; chiaramente bisogna contestualizzare!

Nella maggior parte dei referti ti verrà diagnosticato un artrosi, una discopatia oppure un’ernia al disco.
Devi preoccupartene? NO!
 
Fatta eccezione per situazioni davvero gravi che tra poco ti spiegherò.
Intanto voglio focalizzarmi sul fatto che attraverso varie ricerche scientifiche parecchie persone risultano ASINTOMATICHE, percentuale altissime di persone che non provano alcun dolore nonostante abbiano un pò di artrosi: è una patologia degenerativa della cartilagine articolare.
Le caratteristiche principali sono: malattia degenerativa, cronica e progressiva. In Italia ne soffrono più di 4 milioni di individui, colpisce sopratutto le persone anziane.
 
Le articolazioni più frequentemente interessate dell’artrosi sono: la colonna vertebrale, l’anca, il ginocchio, le dita delle mani e dei piedi.
 
Invece per le discopatie lombare e cervicale si intende la degenerazione dell’anello o disco che esiste interposto tra una vertebra e la sottostante nella colonna vertebrale, funzionante come una sorta di ammortizzatore durante i movimenti cui viene sottoposta la nostra colonna vertebrale.
 
Il disco intervertebrale è costituito da una parte centrale soffice ed elastica (nucleo polposo) ed una parte esterna periferica rigida e fibrosa.
Il deterioranemento ed usura del disco intervertebrale genera la discopatia, i cui livelli di compromissione sono classificati in quattro gradi di gravità progressiva: lieve, moderata, grave, severa.
 
I segmenti della colonna vertebrale maggiormente soggetti alla discopatia sono il tratto finale della colonna cervicale tra la quarta e settima vertebra, e sopratutto la zona tra la terza vertebra lombare e il sacro: cioè i punti della nostra colonna maggiormente soggetti allo stress da movimento.
 
Le cause della discopatie lombare e cervicale s’ono determinate dall’usura del disco in rapporto al progredire dell’età del soggetto e quindi in un certo modo considerate un nomrale invecchiamento fisiologico. Tuttavia in alcuni soggetti questo fenomeno si verifica precocemente e con particolare gravità ed evoluzione rapida.
 
Le ragioni sono spesso legate ad un eccessivo peso corporeo, attività lavorative troppo usuranti, vita troppo sedentaria, dieta poco equilibrata povera in frutta e verdura, uso eccessivo di alcolici, fumo, attività sportive agonistiche protratte nel tempo (calcio, tennis, ciclismo. rugby, corsa, equitazione per esempio) che comportino eccessivi carichi e torsioni sulla colonna.
Talvolta i fattori costituzionali possono essere all’origine (anello discale con particolare fragilità intrinseca), alcune malattie reumatiche (artrite reumatoide) possono esserne la causa.
 
I sintomi: il principale sintomo di manifestazione di una discopatia è un dolore al collo oppure alla schiena.
Talvolta al dolore cervicale si può accompagnare un dolore al braccio (cervicobrachialgia), al dolore alla schiena si può associare un dolore alla gamba (lombosciatalgia).
 
In caso di discopatia grave o severa l’eccessiva compromissione degli anelli discali può provocare delle vere e proprie deformità alla colonna vertebrale, con evidenti danni e compressioni di radici nervose in midollo spinale con gravi conseguenze neurologiche: perdita di forza e perdita di sensibilità degli arti superiori e inferiori, con forti limitazioni del funzionamento di braccia e gambe.
 
Per quanto riguarda l’ernia al disco invece, indica la fuoriuscita di un viscere (cioè di un organo interno in una cavità corporea) o di parte di esso della cavità naturale che normalmente lo contiene.
Nello specifico il termine ernia al disco indica la fuoriuscita di materiale del nucleo polposo del disco intervertebrale, causata dalla rottura delle fibre dell’anello fibroso che formano la parete del disco.
 

Quando invece gli esami sono davvero utili?

Innanzitutto voglio precisare l’utilità della risonanza magnetica, e per quale motivo nella maggior parte dei casi è inutile.
 
Il mio pensiero è quello di tentare prima una soluzione attraverso una valutazione che ci permette di comprendere l’origine del dolore, curando il problema con dei percorsi mirati di rieducazione posturale che ti permetteranno di creare una buona struttura muscolare migliorando la qualità dei tuoi movimenti quotidiani, evitando una vita troppo sedentaria, un aumento di peso, assieme ad uno stile di vita sano e un alimentazione corretta.
 
Al contrario se non hai risultati dopo varie terapie eseguite e continui ad avvertire dolore, solo in questo caso è consigliabile eseguire una risonanza magnetica.
La risonanza magnetica ci fornisce immagini chiare e dettagliate dei tessuti molli (nervi, muscoli, legamenti, adipe, vasi sanguigni ecc.) e dei cossidetti tessuti duri (ossa e cartilagini); per cui ci da la possibilità di comprendere eventuali danni alle articolazioni, fratture ossea o cartilaginee, ernie discali o altre patologie dei dischi intervertebrali, alterazioni della muscolatura ecc.,ma non sono correlati alla fonte del dolore.
 
Spero con questo articolo avrai una conoscenza in più su un argomento molto discusso affinché potrai fare delle scelte meno impulsive e focalizzarti più sul sacrificio di farti cambiare abitudini e farti MUOVERE MEGLIO E CON COSTANZA!
 

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